giovedì 18 novembre 2010

Più Doveri e meno Diritti per i Carcerati



Quousque tandem abutere, Clusorum Orbis, patientia nostra? Fino a quando dunque, oh Mondo dei Carcerati, abuserai della nostra pazienza?

Non a caso il Mondo sta andando a rotoli: troppi diritti e pochi doveri... Nessuno più dunque teme la reclusione, anzi, molti preferisco darsi alla malavita per star meglio, per andare al “Paese dei Balocchi”, ossia il carcere... che ai giorni nostri più che un'istituzione di pena, di lavoro e di reintegrazione (reintegrazione che si porta a termine dopoché si è sgobbato rendendo servizio “a gratis” allo Stato) è diventata una presa di giro per tutti i Cittadini Italiani, e per Cittadini Italiani intendo quelli che han il DIRITTO DI VOTO; un carcerato proprio per la sua cattiva e grave condotta, una volta condotto in carcere e condannato, perde questo DIRITTO, essendo soltanto un PARASSITA che vive alle spese dello Stato; è presa di giro anche, vedendo l'articolo in questione sulla Istruzione, per tutte quelle famiglie che pagano le tasse scolastiche, comprano libri e tutto l'occorrente per i loro figli, famiglie che per mandare i proprî figlî a scuola fanno un sacco di sacrificî e arrivano a fatica alla fine del mese col misero stipendio... Il casus della scuola è uno delle tante aberrazioni che lo Stato e chi comanda permette.

IO DICO NO AL DIRITTO DI STUDIO, DI LUDO ED ALTRI AGI PER I CARCERATI!! NO ALLA SCUOLA CARCERARIA!

Leggete anche questa lettera che è stata inviata al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria

Dr. Franco Ionta

ROMA

«Al Ministero dell’Istruzione – Dipartimento per l’Istruzione –

Direzione Generale per l’Istruzione e la Formazione Tecnica Superiore

e dei rapporti con i Sistemi Formativi delle Regioni – Ufficio IV –

Istruzione degli adulti – alla cortese attenzione della Dirigente Dr. L. Franzese

ROMA

Al Presidente della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione

della Camera dei Deputati – On.le Valentina Aprea

ROMA

Al Vice Presidente della Regione Toscana

Dr.ssa Stella Targetti

FIRENZE

Per conoscenza

Al Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria

Dr.ssa Maria Pia Giuffrida

FIRENZE

Ai Segretari Nazionali delle OO.SS. della Polizia Penitenziaria CGIL – CISL FNS – UIL

ROMA

OGGETTO: in DIFESA della scuola in CARCERE.

Gli insegnanti della Sezione Renzo Graziani dell’Istituto Tecnico per Geometri. Niccolini, istituita presso la Casa di Reclusione di Volterra stanno, da qualche mese, conducendo una campagna d’informazione riguardante la riforma dell’istruzione per gli adulti.

La riforma prevede l’emanazione di un regolamento (l’atto, al momento, attende il parere della VII Commissione della Camera, dopo aver ricevuto un parere favorevole condizionato da quella del Senato) che, non appena andrà in vigore, ricondurrà l’istruzione degli adulti su dei Centri Provinciali, riducendo la durata dei corsi.

La riforma avrà degli effetti anche per quanto riguarda la scuola in carcere: attualmente presso la Casa di Reclusione di Volterra (così come in altri istituti d’Italia) sono presenti due corsi dell’Istituto Tecnico per Geometri - uno per la media ed uno per l’alta sicurezza – che permettono ai detenuti di frequentare regolarmente la scuola per cinque anni e che si conclude con il conseguimento della maturità. Dopo la maturità, molti detenuti si iscrivono all’Università e vengono trasferiti presso gli istituti che sono dotati dei Poli Universitari.

Nel corso degli anni, e con lo svilupparsi delle attività scolastiche, si è ben compreso il valore dell’istruzione nell’ambito carcerario. Un valore che, oltre ad essere espressamente previsto dall’Ordinamento Penitenziario come elemento del trattamento, ha dimostrato di saper incidere profondamente sulle persone, favorendone la crescita ed il cambiamento.

Numerosi sono gli esempi che gli insegnanti della Casa di Reclusione di Volterra possono mostrare in questi 20 anni di scuola: tante persone sono arrivate con la scuola dell’obbligo e sono uscite diplomate o, addirittura, laureate. In ogni caso, per tutti, la scuola in carcere è stato motivo di impegno e riflessione e di avvicinamento ad un mondo che, fino ad allora, era pressoché sconosciuto. Su ogni detenuto è rimasto un segno positivo del percorso scolastico e sono accresciute le capacità di dialogo e confronto civile e di distacco dalla sub-cultura carceraria.

Tutto ciò è stato possibile perché quanto è stato offerto fino ad oggi è perfettamente adeguato alle esigenze di chi deve permanere in carcere per molti anni. Chi viene selezionato per frequentare il corso geometri presso la Casa di Reclusione di Volterra deve scontare lunghe pene e l’impegno scolastico è spesso un ancora necessaria per affrontare, con un progetto, la carcerazione.

L’istruzione in carcere, a parere degli operatori penitenziari che la vivono da molti anni, è efficace se viene fornita con continuazione ed assiduità. Le esigenze sono assolutamente diverse da chi, adulto libero, necessita di un diploma per cercare di inserirsi, velocemente, nel mondo del lavoro. In carcere, la scuola è necessaria per aiutare le persone a cambiare e per costruire delle nuove possibilità, senza fretta e consapevoli che chi la frequenta ha bisogno di interventi specifici.

Per questi motivi, si chiede a tutte le autorità a cui la presente lettera è indirizzata, di impegnarsi affinché, per l’istruzione in carcere,vengano previsti i medesimi percorsi quinquennali che vengono frequentati nelle scuole pubbliche e, comunque, di preservare quelle realtà, come il corso geometri presso la Casa di Reclusione di Volterra, che da anni formano tanti detenuti. Sicuramente è possibile prevedere una regolamentazione specifica per chi frequenta le scuole in carcere che parta dall’alfabetizzazione dei detenuti stranieri fino ad arrivare ai Poli Universitari che potranno avere come utenti chi, adeguatamente preparato dopo la frequenza dei cinque anni di scuola superiore, decide di iniziare lo studio universitario».

Fatevi un'idea... Pure l'Univeristà....

Roberto Frau

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